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Economia & Lavoro

Indebitamento femminile: meno frequente ma più difficile da gestire

Le disuguaglianze di genere si riflettono anche nell’accesso al credito e nella gestione del debito: le donne italiane affrontano sfide economiche significative, con redditi più bassi e maggiori difficoltà nel trovare un’occupazione stabile

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Cristina Cervantes, Co-Country Manger di Bravo in Italia - Debiti Femminili
Cristina Cervantes, Co-Country Manger di Bravo in Italia

Le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro e nell’accesso al credito sono temi di crescente attenzione. Queste disparità si riflettono non solo nei livelli salariali, ma anche nella propensione all’indebitamento e nella gestione dei debiti. L’Osservatorio sull’Indebitamento Femminile di Bravo ha recentemente rivelato dati preoccupanti che meritano un’analisi approfondita.

Debiti femminili: meno frequenti ma meno consistenti

Secondo l’Osservatorio, le donne tendono a contrarre meno debiti degli uomini. Infatti, il 37% delle donne in condizioni di sovraindebitamento ha tre o più debiti, contro il 43% degli uomini. Inoltre, il passivo medio delle donne è di circa 3.000 euro inferiore rispetto a quello degli uomini, con un debito medio femminile di 22.600 euro.

Disparità di reddito e indebitamento

Le disparità di reddito giocano un ruolo cruciale nelle dinamiche di indebitamento. Più di una donna su quattro guadagna meno di mille euro al mese, e tra queste, circa il 20% guadagna tra 500 e 1.000 euro. Tra i debitori, questa percentuale scende drasticamente al 7,7%. La situazione peggiora quando si analizzano i redditi più elevati: solo il 23,7% delle donne indebitate guadagna tra 1.500 e 2.500 euro al mese, rispetto al 45,8% degli uomini.

Implicazioni della disoccupazione

La disoccupazione è un altro fattore determinante. L’8,6% delle donne indebitate è disoccupata, quasi il doppio rispetto al 3,9% degli uomini. Questo dato sottolinea come la precarietà lavorativa influisca pesantemente sulla capacità delle donne di gestire e ripagare i debiti.

Tipologie di debiti contratti

Analizzando le cause di indebitamento, i prestiti personali rappresentano il 75,9% dei casi, seguiti dalle carte revolving (15,3%). Carte di credito e fidi bancari sono meno comuni, menzionati rispettivamente dal 5,2% e dal 2,3% delle donne sovraindebitate. Questa diversità di strumenti finanziari utilizzati evidenzia la necessità di una maggiore educazione finanziaria.

Età e condizioni lavorative

L’Osservatorio rileva che l’84% delle donne italiane indebitate ha più di 40 anni. Una su tre ha un’età compresa tra 50 e 59 anni. Inoltre, il 65,2% del campione femminile ha un contratto a tempo indeterminato, dato inferiore rispetto al 71,7% degli uomini, ma indicativo della necessità di stabilità lavorativa per accedere al credito.

Distribuzione geografica

Le regioni settentrionali dell’Italia presentano una maggiore presenza di donne indebitate, con la Lombardia in testa (17,1%), seguita dal Lazio (12,9%) e Piemonte (9,6%). Questa distribuzione è correlata alla presenza di redditi mediamente più elevati e maggiori opportunità di lavoro stabile nel Nord Italia.

La parola agli esperti

Cristina Cervantes, Co-Country Manager di Bravo in Italia, ha spiegato che la difficoltà delle donne a collocarsi nelle fasce di reddito più alte e a trovare un’occupazione stabile le rende meno inclini all’indebitamento rispetto agli uomini. Tuttavia, l’aumento del costo della vita le rende particolarmente vulnerabili. Cervantes sottolinea l’importanza di interventi per prevenire e affrontare il problema del sovraindebitamento, promuovendo l’educazione finanziaria e una maggiore consapevolezza nella gestione delle finanze personali.

In conclusione, le disuguaglianze di genere in termini di reddito e occupazione si riflettono significativamente nell’accesso al credito e nella gestione del debito. È fondamentale promuovere politiche di sostegno e educazione finanziaria, nonché interventi mirati per ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro e nell’accesso al credito. Solo così si potrà garantire una maggiore equità e sicurezza finanziaria per le donne in Italia.

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