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Economia & Lavoro

Piemonte: occupazione stabile nel 2025, ma disoccupazione in crescita e assunzioni in calo nel 2026

Nel 2025 l’occupazione in Piemonte rimane stabile con 1,86 milioni di occupati, ma la disoccupazione sale al 6%. Pesano il calo dell’industria e il mismatch tra domanda e offerta, mentre le previsioni di assunzione per il 2026 risultano in diminuzione

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Occupazione in Piemonte
Occupazione in Piemonte (© DDW)

Il mercato del lavoro piemontese nel 2025 mostra un quadro complesso, fatto di segnali positivi ma anche di elementi di preoccupazione. Se da un lato il numero complessivo degli occupati ha mantenuto una sostanziale stabilità, dall’altro emergono criticità legate alla risalita del tasso di disoccupazione e alla frenata dell’industria, mentre le previsioni di assunzione per la primavera 2026 indicano un rallentamento della domanda di lavoro.

È quanto emerge dalle analisi di Unioncamere Piemonte e del Sistema Informativo Excelsior, che fotografano una situazione economica regionale in fase di transizione, dove il mercato del lavoro continua a reggere ma mostra segnali di tensione legati al contesto produttivo.

Occupazione stabile nel 2025, ma l’industria perde terreno

Nel 2025 il numero medio di occupati in Piemonte ha raggiunto quota 1 milione e 863mila, con un incremento di circa 9mila unità rispetto al 2024. Un dato che conferma la tenuta complessiva del mercato del lavoro regionale.

La componente maschile rappresenta il 55% degli occupati, mentre quella femminile si attesta al 45%.

Analizzando i singoli settori economici emergono dinamiche differenti:

  • Commercio e turismo: +6,2%
  • Costruzioni: +4,1%
  • Agricoltura: +1,3%
  • Altri servizi: sostanzialmente stabili
  • Industria in senso stretto: -3,7%

È proprio la flessione dell’industria manifatturiera a incidere maggiormente sul quadro complessivo, frenando una crescita che altrimenti sarebbe stata più robusta.

Più lavoro stabile e meno part-time

Dal punto di vista delle tipologie occupazionali, il 2025 ha visto una crescita del lavoro dipendente (+0,8%), mentre la componente indipendente ha registrato una lieve contrazione (-0,8%).

L’espansione dell’occupazione ha riguardato soprattutto il lavoro a tempo pieno, cresciuto del 2,3%, mentre il part-time ha subito una forte flessione (-9,7%).

Anche il livello di istruzione mostra tendenze interessanti con i diplomati che fanno registrare un +2,3%, laureati +0,3%, mentre i titoli meno qualificati sono a -2,7%.

Questo andamento evidenzia una crescente richiesta di competenze più strutturate e qualificazioni tecniche, coerente con le trasformazioni del mercato del lavoro.

Disoccupazione in aumento: il tasso sale al 6%

Nonostante la stabilità degli occupati, nel 2025 il numero di disoccupati in Piemonte è aumentato di circa 13mila unità rispetto al 2024, in controtendenza rispetto al dato nazionale.

Il tasso di disoccupazione regionale è risalito al 6,0%, rispetto al 5,4% del 2024, rimanendo comunque in linea con la media italiana (6,1%).

Permane inoltre un divario di genere: la disoccupazione maschile fa segnare un 5,4%, più bassa di quella femminile (6,8%).

Un altro elemento di attenzione riguarda i giovani. Il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni è salito al 19,3%, un dato inferiore alla media nazionale (20,6%) ma ancora ben sopra la media europea, intorno al 15%.

Tasso di occupazione ancora sopra la media nazionale

Nonostante le criticità, il Piemonte mantiene indicatori occupazionali migliori rispetto al contesto italiano.

Il tasso di occupazione regionale si attesta al 68,9%, in lieve calo ma comunque superiore alla media nazionale del 62,5%.

Anche il divario di genere appare più contenuto rispetto al resto del Paese:

  • Uomini occupati: 74,8%
  • Donne occupate: 63,0%

Il gap si riduce quindi a 11,8 punti percentuali, contro una media italiana di 17,4 punti.

Previsioni di assunzione in calo per la primavera 2026

Guardando al futuro immediato, le previsioni occupazionali per il 2026 mostrano segnali di rallentamento.

Le imprese piemontesi prevedono 27.490 contratti nel mese di marzo 2026 e 83.080 ingressi complessivi nel trimestre marzo-maggio. Rispetto al 2025 si registra una diminuzione di 1.780 assunzioni nel solo mese di marzo e di oltre 4mila unità nel trimestre.

Il Piemonte rappresenta il 5,7% della domanda di lavoro nazionale e il 21,1% delle assunzioni previste nel Nord-Ovest.

Servizi motore della domanda di lavoro

L’analisi dei fabbisogni occupazionali conferma il ruolo trainante del settore dei servizi, che genererà oltre 54mila ingressi nel trimestre, pari al 65,3% della domanda complessiva.

Seguono industria con 24.130 ingressi (29%) e agricoltura con 4.670 inserimenti (5,6%).

Dal punto di vista contrattuale, l’81% delle assunzioni previste riguarda personale dipendente, mentre:

  • Somministrazione: 11%
  • Collaborazioni: 2%
  • Altre forme di lavoro: 6%

Tra i dipendenti, prevalgono contratti a termine (53%), seguiti da tempo indeterminato (20%) e apprendistato (6%).

Il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro

Una delle criticità più rilevanti riguarda il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, che coinvolge il 46,5% delle assunzioni programmate in Piemonte, valore superiore alla media nazionale (45,3%).

Le difficoltà di reperimento dipendono principalmente da carenza di candidati disponibili nel 29,3% dei casi e preparazione non adeguata nel 13,3% dei casi.

Secondo Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte, la sfida principale sarà proprio quella di ridurre questo gap: “Il mercato del lavoro piemontese nel 2025 mostra segnali contrastanti: se da un lato l’occupazione complessiva tiene, dall’altro preoccupano la frenata dell’industria e la risalita della disoccupazione al 6,0%. La nostra sfida prioritaria è abbattere il forte disallineamento tra domanda e offerta”.

Per Cipolletta sarà fondamentale investire nelle competenze e nei giovani, per trasformare le attuali incertezze economiche in una nuova fase di crescita per il sistema produttivo regionale.

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