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Economia & Lavoro

Spese delle famiglie torinesi, nel 2025 si spende di più ma cala il risparmio

Nel 2025 le famiglie torinesi spendono mediamente 2.616 euro al mese. Crescono casa, viaggi e abbigliamento, ma cala la capacità di risparmio: solo il 16,7% riesce a mettere soldi da parte

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Coppia che fai i conti delle spese
Coppia che fai i conti delle spese (© DDW)

Nel 2025 le famiglie torinesi spendono mediamente 2.616 euro al mese, una cifra sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno (+0,3%), ma che rappresenta comunque il valore più alto dell’ultimo decennio. A fotografare abitudini, difficoltà e cambiamenti nei consumi è l’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi della Camera di commercio di Torino, presentato a Palazzo Birago e realizzato su un campione di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Dietro l’apparente stabilità dei numeri emergono però segnali importanti: diminuisce la capacità di risparmio, crescono le spese non alimentari legate soprattutto alla casa, mentre si conferma la ripresa di consumi considerati “discrezionali”, come abbigliamento, vacanze e pasti fuori casa.

Sempre più persone sole, cresce la fragilità economica

Uno degli elementi più significativi riguarda la trasformazione della composizione familiare. A Torino quasi una persona su due vive da sola e nel campione analizzato le “persone sole” rappresentano oltre il 45% del totale.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia media, mentre il 30,8% rientra in una situazione di debolezza economica. Un dato che diventa ancora più critico tra chi vive solo: in questo caso la fragilità riguarda oltre il 53% dei nuclei.

Il presidente della Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, ha evidenziato come la crescita della spesa sia trainata soprattutto dagli acquisti non alimentari, mentre continua a ridursi il numero delle famiglie che riesce a mettere da parte qualcosa.

Alimentari in calo: la spesa torna ai livelli pre-Covid

La spesa alimentare media mensile si attesta a 403 euro, in lieve diminuzione rispetto al 2024 (-1,1%). È il secondo anno consecutivo di flessione e il dato si avvicina ai livelli precedenti alla pandemia.

A crescere sono soprattutto i cibi pronti e da asporto, che registrano un aumento di 4 euro medi mensili dopo due anni di rallentamento. In aumento anche dolciumi, drogheria e olii.

Scendono invece quasi tutte le altre categorie, con cali più evidenti per frutta (-3 euro) e bevande (-2 euro).

Il quadro suggerisce un ritorno a consumi più selettivi e attenti, ma anche una ricerca di praticità nella gestione quotidiana dei pasti.

Casa, utenze e arredo assorbono oltre metà delle spese non alimentari

Le spese non alimentari raggiungono quota 2.213 euro mensili, con una crescita dello 0,5%. A dominare il bilancio familiare resta la casa.

Solo le spese legate all’abitazione valgono mediamente 833 euro al mese, pari al 37,6% del totale non alimentare. Sommando utenze domestiche (228 euro), mobili e arredamento (94 euro), si supera il 52% dell’intera spesa non alimentare.

Un dato che conferma quanto il costo dell’abitare continui a rappresentare il principale peso economico per le famiglie torinesi.

Riparte l’abbigliamento, tengono vacanze e pasti fuori casa

Tra le voci in crescita spicca il ritorno degli acquisti per moda e calzature. Dopo il forte calo del 2024, la spesa media per abbigliamento torna a salire fino a 83 euro mensili, con:

  • +8 euro per il vestiario
  • +3 euro per le calzature

Continua inoltre il trend positivo del tempo libero. Le famiglie spendono mediamente 118 euro per vacanze e viaggi e 95 euro per pasti fuori casa.

Numeri che confermano come, nonostante le difficoltà economiche, molte famiglie continuino a destinare una parte importante del reddito alla qualità della vita e alle esperienze.

Le differenze sociali però restano marcate: le famiglie più agiate spendono fino a quattro volte di più per viaggi e oltre cinque volte di più per ristoranti rispetto ai nuclei economicamente fragili.

Spese delle famiglie torinesi nel 2025

Spese delle famiglie torinesi nel 2025

Trasporti e telefonia in diminuzione

La riduzione più consistente riguarda invece la voce trasporti e comunicazione, che perde 13 euro rispetto al 2024.

A diminuire sono soprattutto biglietti aerei e ferroviari, carburanti, accessori per auto, telefonia e bollette telefoniche.

In calo anche le spese per previdenza, assicurazioni vita e istruzione.

Sempre meno famiglie riescono a risparmiare

Uno dei dati più preoccupanti dell’indagine riguarda la capacità di risparmio.

Nel 2025 solo il 16,7% delle famiglie torinesi dichiara di essere riuscito a mettere da parte denaro. Nel 2019 la percentuale era del 25%.

Le coppie con figli sono quelle che riescono maggiormente a risparmiare, mentre le situazioni più difficili riguardano nuclei monoparentali e persone sole.

Resta elevata anche la percezione di perdita del potere d’acquisto: il 63,3% delle famiglie dichiara infatti un peggioramento, sebbene il dato sia leggermente inferiore rispetto allo scorso anno.

Tornano i negozi tradizionali, cresce l’online

Dopo anni di calo, nel 2025 torna a crescere la preferenza per i negozi tradizionali, scelti dal 20,9% delle famiglie.

Scende invece la quota dei super e ipermercati, mentre aumentano hard discount e acquisti online, oggi al 5,6%.

Il dato evidenzia un comportamento più frammentato negli acquisti, tra ricerca della convenienza e ritorno alla prossimità.

Spreco alimentare contenuto

Per la prima volta l’indagine ha approfondito anche il tema dello spreco alimentare domestico.

L’85% delle famiglie dichiara di avanzare poco o nulla durante i pasti, grazie a una gestione più attenta delle quantità. Per il 78% dei nuclei il valore del cibo sprecato resta inferiore ai 10 euro mensili.

Le differenze economiche influenzano anche le scelte alimentari. Le famiglie in difficoltà privilegiano offerte e promozioni, mentre i nuclei più benestanti puntano maggiormente su qualità, stagionalità e prodotti specifici.

Lombardia più cara: si spende il 17% in più rispetto al Piemonte

Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie piemontesi resta sostanzialmente allineata a quella di Torino. Molto diversa invece la situazione lombarda.

Nel 2024 le famiglie lombarde hanno speso mediamente 3.162 euro al mese, cioè il 17% in più rispetto a quelle piemontesi.

Anche la media italiana supera quella del Piemonte del 5%.

Torino però continua a distinguersi per una maggiore incidenza delle spese dedicate a trasporti, sport, cultura e tempo libero, segno di una città che, nonostante le difficoltà economiche, mantiene forte la propensione ai consumi legati alla mobilità e alla vita culturale.

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