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Antibiotici come fossero caramelle, ora basta. Icardi scrive ai medici

L’assessore regionale alla sanità avverte: si sta mettendo a rischio l’efficacia di questi farmaci.

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TORINO – «La resistenza agli antibiotici è aumentata al punto da metterne seriamente a repentaglio la futura efficacia. La diffusione di batteri resistenti agli antibiotici, associata all’assenza di nuove terapie antibiotiche, costituisce al giorno d’oggi un grave rischio per la salute pubblica».

E’ l’assessore regionale del Piemonte Luigi Genesio Icardi a scrivere ai medici di base, ai pediatri e ai direttori dei distretti sanitari. Una lettera con il chiaro obiettivo di tirare il freno a chi prescrive antibiotici con eccessiva facilità.

Un eccesso di prescrizioni riduce l’efficacia del farmaco

«È necessario promuovere un uso appropriato degli antibiotici tra i pazienti che si rivolgono al proprio medico curante – scrive Icardi -, il cui contributo per sensibilizzare la popolazione verso un uso prudente degli antibiotici è fondamentale. La resistenza agli antibiotici, come noto, è dovuta a un loro uso eccessivo e a modalità d’impiego non appropriate. Occorre quindi ricercare la collaborazione dei medici per promuovere un uso appropriato degli antibiotici e informare i pazienti in merito ai rischi dell’automedicazione con gli antibiotici».

Limitare l’uso a una reale necessità

Nella lettera, l’assessore Icardi rileva come indagini recenti abbiano dimostrato che una minoranza di pazienti continua a consumare antibiotici senza prescrizione medica (3 per cento) o ad assumere antibiotici rimasti inutilizzati da una precedente terapia (2 per cento).

«Cerchiamo tutti insieme di ridurre l’uso degli antibiotici laddove non ve ne sia la necessità – conclude l’assessore alla Sanità del Piemonte -, affinché questi medicinali rimangano efficaci anche in futuro».

Sul sito della Regione Piemonte è presente una sezione dedicata alla Giornata europea degli antibiotici, con materiale informativo per sensibilizzare la popolazione sull’uso corretto dei farmaci.

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