Economia & Lavoro
Torino tra risparmio e piaceri, cresce il fenomeno del revenge spending
Nonostante l’aumento del costo della vita, i torinesi non rinunciano alle gratificazioni: ristoranti e viaggi guidano il revenge spending, mentre cresce l’attenzione al risparmio e alla gestione consapevole del denaro
Il carovita continua a pesare sulle famiglie italiane, ma non frena il desiderio di concedersi piccoli piaceri quotidiani. È il paradosso fotografato dall’Osservatorio Consumi e Risparmio di SumUp, che evidenzia come il fenomeno del “revenge spending” sia ormai radicato anche nel capoluogo piemontese.
Secondo i dati, il 96% dei torinesi ha registrato un aumento delle spese negli ultimi 10 anni, mentre quasi 6 su 10 percepiscono una riduzione della capacità di risparmio. Nonostante ciò, la voglia di gratificazione non scompare.
Revenge spending, ristoranti e viaggi guidano le scelte dei torinesi
Nel dettaglio, il comportamento dei cittadini torinesi racconta una tendenza chiara: il 53,2% sceglie il ristorante come principale forma di gratificazione, mentre il 36,4% punta su viaggi e gite fuori porta.
La cena fuori casa resta quindi il simbolo della micro-gratificazione urbana, un rituale che unisce tutte le generazioni e rappresenta un momento di evasione dallo stress quotidiano.
Spesa sì, ma con prudenza
Se da un lato cresce il desiderio di spendere per stare meglio, dall’altro emerge una forte attenzione alla stabilità economica. A Torino, infatti, il 44,8% dei cittadini preferisce mettere da parte eventuali risparmi per affrontare imprevisti.
Questo equilibrio tra consumo e risparmio è uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine: gli italiani non spendono in modo impulsivo, ma cercano una gestione più consapevole del denaro.
Un fenomeno nazionale: 6 italiani su 10 spendono per gratificarsi
Il trend torinese si inserisce in un quadro più ampio. A livello nazionale il 97% degli italiani ha visto aumentare le spese mensili, il 62,2% fatica a risparmiare e il 62,5% pratica revenge spending almeno una volta al mese.
Per 8 italiani su 10, concedersi una spesa extra rappresenta una forma di premio dopo periodi di stress o lavoro intenso.
Millennial e giovani tra disciplina e piccoli piaceri
Particolarmente interessante è il comportamento delle diverse generazioni. I Millennial risultano i più disciplinati nel risparmio e la Gen Z alterna attenzione al futuro e spese per benessere e shopping, mentre gli Over 60 restano i più prudenti.
Un segnale chiaro: il revenge spending non è sinonimo di spreco, ma di ricerca di equilibrio tra benessere e sicurezza finanziaria.
Pagamenti digitali e nuove abitudini di gestione del denaro
L’indagine evidenzia anche il ruolo crescente della tecnologia con il 63,1% degli italiani utilizza carte per le spese quotidiane.
Strumenti digitali come portafogli elettronici e app di gestione aiutano i consumatori a monitorare le spese, pianificare il budget e concedersi piccoli sfizi senza perdere il controllo.
Torino tra equilibrio e qualità della vita
Il quadro che emerge è quello di una città che, pur colpita dall’aumento dei prezzi, non rinuncia alla qualità della vita.
Il revenge spending torinese non è eccesso, ma una forma di adattamento:
👉 spendere meno, ma meglio
👉 gratificarsi senza compromettere la stabilità economica
Una strategia che racconta un cambiamento culturale profondo nel modo di vivere il denaro.
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