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Economia & Lavoro

Guide alpine, il Piemonte annuncia 100 mila euro per la formazione

Per il 2026 sono indicati 80 mila euro per le abilitazioni e 10 mila per l’aggiornamento. Agli iscritti al Collegio residenti in Piemonte spetta un rimborso fino al 90%, ma non sono ancora dettagliate le modalità.

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Due professionisti della montagna legati in cordata su un pendio alpino innevato.
Un’illustrazione delle professioni alpine interessate dal finanziamento regionale per la formazione nel 2026. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

La Regione Piemonte annuncia 100 mila euro per la formazione delle professioni della montagna nel 2026. Della somma, 90 mila euro sono attribuiti ai corsi organizzati dal Collegio regionale delle Guide Alpine del Piemonte: 80 mila per i percorsi abilitanti e 10 mila per l’aggiornamento professionale. Per gli iscritti al Collegio residenti in Piemonte è previsto un rimborso parziale delle quote, fino al 90% dei costi sostenuti. Non sono però indicate le procedure per richiederlo né le relative scadenze.

Importi e destinatari sono riportati nella notizia sul finanziamento regionale, che riporta anche le dichiarazioni dell’assessore allo Sviluppo e promozione della Montagna, Marco Gallo. Il sostegno riguarda aspiranti guide alpine, guide alpine maestri di alpinismo e accompagnatori di media montagna; il programma comprende corsi di abilitazione e aggiornamento, con moduli sui cambiamenti climatici e sull’adattamento.

Come si dividono gli 80 mila euro per le abilitazioni

La quota per i percorsi abilitanti è ripartita tra le tre figure professionali. Applicando le percentuali indicate agli 80 mila euro, gli importi corrispondono a 8 mila euro per le guide alpine maestri di alpinismo, 48 mila per gli aspiranti guide e 24 mila per gli accompagnatori di media montagna.

Percorso abilitante Quota indicata Importo calcolato
Guida alpina maestro di alpinismo 10% 8.000 euro
Aspirante guida 60% 48.000 euro
Accompagnatore di media montagna 30% 24.000 euro

Il calcolo applica le percentuali comunicate agli 80 mila euro destinati alle abilitazioni. Altri 10 mila euro sono indicati per l’aggiornamento professionale. Resta una differenza di 10 mila euro tra il totale annunciato di 100 mila e i 90 mila attribuiti ai corsi: le informazioni pubblicate non ne specificano la destinazione, che non è quindi possibile ricostruire.

Il rimborso è previsto, ma mancano i dettagli pratici

La misura annunciata riguarda gli iscritti al Collegio residenti in Piemonte e indica un rimborso fino al 90% dei costi sostenuti. La percentuale è un limite massimo: non significa che l’intera quota sia rimborsata automaticamente. Non sono precisati le spese ammissibili, i documenti da presentare, i canali per inoltrare la richiesta o i tempi di pagamento.

La distinzione tra i percorsi è rilevante anche per chi intende intraprendere la professione. La scheda della Regione sulla guida alpina spiega che l’abilitazione tecnica richiede un corso e il superamento degli esami, dopo una prova attitudinale per accedere alla formazione. Distingue inoltre il grado di aspirante guida da quello di guida alpina maestro di alpinismo: non sono qualifiche intercambiabili.

Aggiornamento: il calendario delle attività 2026

Il calendario formativo del Collegio per il 2026 elenca attività rivolte agli iscritti agli albi e agli elenchi professionali. Tra i temi figurano l’autosoccorso in parete e su ghiacciaio, la medicina di montagna e i cambiamenti climatici e l’evoluzione dei fenomeni gravitativi. Sono inoltre programmati un modulo sulla terminologia inglese e la cultura dei clienti internazionali, il 24 novembre, e uno sull’autosoccorso in valanga, il 10 dicembre. Il calendario documenta l’offerta formativa, ma non chiarisce quali attività diano diritto al rimborso regionale.

Gallo ha definito la formazione «un pilastro della sicurezza» e ha collegato l’aggiornamento alla capacità di interpretare le trasformazioni dell’ambiente alpino. È la motivazione dichiarata per il sostegno; le informazioni disponibili, però, non consentono ancora ai professionisti di verificare quanto spetterebbe loro o come ottenere il rimborso. Per farlo servono le indicazioni operative della Regione o del Collegio, oltre al provvedimento che disciplina il finanziamento.

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