Economia & Lavoro
Piemonte, crollano le imprese under 35: -16,7% in un decennio
In Piemonte le imprese giovanili calano di oltre 7mila unità in dieci anni. Crescono però ICT e servizi avanzati, segno di una trasformazione verso modelli più innovativi e strutturati
Negli ultimi dieci anni l’imprenditoria giovanile in Piemonte ha subito una contrazione significativa, segnando una perdita di circa 7mila imprese guidate da under 35. I dati, elaborati da Unioncamere Piemonte, mostrano un calo da 43.487 realtà nel 2015 a 36.228 nel 2025, pari a una flessione del 16,7%.
Un dato che evidenzia un cambiamento strutturale profondo, in cui il ricambio generazionale fatica a tenere il passo con le cessazioni e con l’uscita “anagrafica” degli imprenditori dalla fascia under 35.
Il Piemonte sopra la media nazionale
Oggi le imprese giovanili rappresentano l’8,7% del totale regionale, in calo rispetto al 9,8% di dieci anni fa. Nonostante ciò, il Piemonte resta sopra la media nazionale (8,1%) e contribuisce per il 7,7% al totale italiano delle imprese under 35.
Il confronto territoriale evidenzia però una maggiore vitalità nel Mezzogiorno, con Campania e Calabria ai vertici per incidenza di imprese giovanili.
Dalla tradizione all’innovazione, la svolta dei giovani imprenditori
Il calo numerico non racconta tutto. In parallelo si assiste a una trasformazione radicale dei settori in cui operano i giovani.
Le nuove generazioni stanno progressivamente abbandonando comparti storici come edilizia e commercio, che hanno perso oltre 3mila imprese ciascuno, per orientarsi verso ambiti più innovativi. Crescono infatti ICT, servizi finanziari e immobiliari (+16,5%) e servizi alle imprese (+15,4%).
Un cambiamento che riflette una strategia più orientata alla digitalizzazione, alle competenze avanzate e ai servizi specialistici.
Settori tradizionali in crisi, resiste l’agricoltura
Se i comparti innovativi guadagnano terreno, quelli tradizionali registrano una forte contrazione. Oltre a costruzioni e commercio, calano anche turismo e industria.
Segnali positivi arrivano invece da agricoltura e servizi alla persona, che mostrano una maggiore resilienza nel lungo periodo.
Imprese più strutturate: cresce il peso delle società di capitale
Un altro elemento chiave riguarda la forma giuridica. Le imprese giovanili stanno evolvendo verso modelli più complessi, con le società di capitale che crescono del 16,5% e le società di persone che si dimezzano, mentre le ditte individuali, pur restando predominanti, calano sensibilmente.
Un segnale di maturazione del tessuto imprenditoriale, che punta su strutture più solide e organizzate.
Torino e Cuneo più resilienti
La flessione è diffusa in tutto il Piemonte, ma con intensità diverse. Le province più colpite sono:
- Vercelli (-27,6%)
- Alessandria (-27%)
- Novara (-26,8%)
- Verbano-Cusio-Ossola (-24,6%)
Al contrario, Torino e Cuneo mostrano una maggiore tenuta, confermandosi i poli più dinamici e resilienti della regione.
Una trasformazione più che una crisi
Secondo Unioncamere, non si tratta solo di una flessione quantitativa, ma di una vera metamorfosi dell’imprenditoria giovanile.
Il calo è influenzato anche dall’inverno demografico e da barriere all’ingresso sempre più alte, ma allo stesso tempo apre a una modernizzazione del sistema produttivo, con giovani imprenditori sempre più orientati all’innovazione.
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