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Economia & Lavoro

Export motore di crescita per il Piemonte: il 60% delle imprese investe su mercati esteri rafforzando il fatturato

Il Rapporto Confindustria Piemonte 2025 conferma l’export come motore di crescita: il 60% delle imprese opera all’estero e il 40% registra un aumento del fatturato, con exploit dell’agroalimentare

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La presentazione del rapporto export Confindustria Piemonte
La presentazione del rapporto export Confindustria Piemonte

Nel 2025 tre imprese piemontesi su cinque appartenenti al sistema confindustriale hanno intrattenuto rapporti abituali con l’estero, confermando l’export come leva centrale di crescita e competitività. È quanto emerge dalla seconda edizione del Rapporto sull’Internazionalizzazione di Confindustria Piemonte, realizzato con il contributo di UniCredit e presentato alla UniCredit University di Torino.

I dati parlano chiaro: il 40% delle aziende esportatrici ha registrato un aumento del volume d’affari, mentre un ulteriore 35,5% mantiene risultati stabili, nonostante le tensioni geopolitiche e le incertezze macroeconomiche globali.

Boom dell’agroalimentare e buone performance per chimica e trasporti

A trainare la crescita dell’export piemontese è soprattutto il comparto alimentare, dove il 63,6% delle imprese segnala un aumento delle vendite estere. Seguono la chimica (58,6%), i trasporti (57,1%) e il settore del legno (50%), a dimostrazione di una struttura produttiva diversificata e resiliente.

Restano centrali i mercati storici di Francia, Germania e Stati Uniti, ma si rafforza in modo significativo anche la presenza nei Paesi extra UE, con risultati positivi in Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Giappone, Canada e Cina.

Amalberto: “Sistema solido, ma serve una strategia di sistema”

Secondo Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, e Alessandro Battaglia, presidente della Commissione Internazionalizzazione, il dato più rilevante è la capacità di adattamento delle imprese piemontesi: «Il Piemonte esprime da sempre un tessuto industriale solido, fondato su investimenti in ricerca, sviluppo e qualità. Ma per sostenere l’internazionalizzazione serve una strategia condivisa tra pubblico e privato, capace di accompagnare le nuove frontiere dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale».

Accordi commerciali e finanza agevolata: il ruolo del Sistema Paese

Ad ampliare il quadro è l’intervento di Barbara Cimmino, vicepresidente Confindustria per l’Internazionalizzazione, che sottolinea l’importanza di accordi commerciali ambiziosi come l’Ue-Mercosur, in grado di aprire un mercato da oltre 700 milioni di consumatori.
Fondamentali anche gli strumenti finanziari, come il Fondo 394 SIMEST potenziato e la piattaforma Expand, che individua un potenziale export immediato di 87 miliardi di euro.

Un campione ampio e rappresentativo del sistema produttivo piemontese

Il Rapporto si basa su 1.212 questionari, pari a circa il 20% delle imprese associate, più del doppio rispetto all’edizione 2023. Il campione copre in modo capillare il territorio regionale, con una prevalenza di aziende di Torino (20%), seguite da Alessandria, Biella e Novara-Vercelli-Valsesia (16%).

Per filiera, domina il metalmeccanico (26,6%), seguito da tessile/abbigliamento, edilizia, servizi alle imprese, alimentare e ICT.

Export diretto e presenza estera ancora limitata

Il 93% delle imprese esporta senza intermediari, ma solo il 36% dispone di uffici commerciali all’estero, mentre il 31,7% ha sedi produttive fuori dai confini nazionali. Un dato che evidenzia ampi margini di crescita per forme più strutturate di internazionalizzazione.

Settori in difficoltà, ma cresce l’approccio flessibile

Le maggiori criticità si registrano nei comparti dei minerali non metalliferi, gomma-plastica e tessile, ma anche qui le imprese stanno adottando modelli più flessibili, orientati alla riduzione del rischio e alla diversificazione dei mercati.

Servizi e incentivi: cosa chiedono le imprese

Tra i servizi più richiesti spicca la ricerca di controparti estere (60,5%), seguita da incontri B2B, consulenze tecniche e missioni commerciali. Sul fronte delle agevolazioni, dominano i bandi SIMEST, la formazione e le misure del sistema camerale, insieme a strumenti PNRR, SACE e credito d’imposta.

Simest e UniCredit, sostegno concreto all’export

Secondo Regina Corradini D’Arienzo, AD di Simest, il Piemonte rappresenta l’8% del portafoglio nazionale, con quasi 1.000 operazioni di finanza agevolata per oltre 450 milioni di euro.
Anche UniCredit, come ribadito da Paola Garibotti, conferma il proprio impegno a supporto delle imprese che innovano e guardano oltre i confini, offrendo consulenza specializzata e una rete internazionale unica.

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