Economia & Lavoro
Imprenditoria femminile, in Piemonte rappresenta il 22,4% del tessuto produttivo
In Piemonte le imprese femminili sono 93.489 e rappresentano il 22,4% del tessuto produttivo regionale. Nonostante una lieve flessione nel 2025, le aziende guidate da donne mostrano resilienza e crescente orientamento verso servizi e settori innovativi
Le imprese femminili in Piemonte continuano a rappresentare una componente fondamentale del sistema produttivo regionale. A fine 2025 sono 93.489 le aziende guidate da donne, pari al 22,4% del totale delle imprese attive, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale (22,3%).
Nonostante questa presenza significativa, il 2025 segna una lieve contrazione dello 0,4% rispetto al 2024, con 416 imprese in meno. Un dato che evidenzia una fase di rallentamento, ma che non mette in discussione il ruolo strategico dell’imprenditoria femminile nel panorama economico regionale.
A livello nazionale, il Piemonte rappresenta il 7,2% di tutte le imprese femminili italiane e si colloca al sesto posto per numerosità assoluta, confermando la rilevanza di questo segmento imprenditoriale.
Una resilienza superiore alla media negli ultimi dieci anni
Nonostante la flessione registrata nell’ultimo anno, le imprese guidate da donne hanno dimostrato una maggiore capacità di resistenza rispetto al resto del sistema imprenditoriale.
Negli ultimi dieci anni, infatti, il comparto femminile ha subito perdite meno marcate rispetto alle imprese non femminili, dimostrando una resilienza significativa anche di fronte a crisi economiche, trasformazioni dei mercati e cambiamenti strutturali.
Secondo Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte, l’imprenditoria femminile rappresenta oggi un fattore decisivo per la qualità del sistema economico regionale.
“L’imprenditoria femminile rappresenta il vero motore del cambiamento qualitativo del nostro sistema economico. Le donne d’impresa stanno guidando una metamorfosi che premia solidità strutturale e orientamento verso i settori ad alto contenuto di conoscenza”, sottolinea Cipolletta.
Secondo il vicepresidente di Unioncamere Piemonte, il “mondo in rosa” dell’impresa non è più un comparto marginale, ma una realtà sempre più strutturata e determinante per la competitività del territorio.
Imprese più piccole ma sempre più strutturate
Dal punto di vista dimensionale, le imprese femminili piemontesi sono mediamente più piccole rispetto a quelle non femminili.
Il 96,9% delle aziende guidate da donne ha meno di 10 addetti, contro il 94,6% delle imprese non femminili. Anche la presenza di realtà artigiane risulta inferiore: circa il 21% delle imprese femminili è artigiana, contro il 29% del resto del sistema produttivo.
Nonostante le dimensioni contenute, negli ultimi anni si osserva una progressiva evoluzione verso modelli aziendali più solidi e strutturati.
Le società di capitale guidate da donne rappresentano oggi il 16,7% del totale e sono cresciute dell’1,7% nell’ultimo anno. Se si guarda al lungo periodo, il dato è ancora più significativo: rispetto al 2015 la quota di società di capitale femminili è aumentata di circa 5 punti percentuali.
Servizi, commercio e turismo i settori principali
L’imprenditoria femminile piemontese è fortemente orientata verso il settore dei servizi, dove opera il 73,8% delle imprese guidate da donne, contro il 53% delle aziende non femminili.
Tra i settori più rappresentati emergono:
- Commercio all’ingrosso e al dettaglio (23,2%)
- Altre attività dei servizi (12,8%)
- Agricoltura (11,9%)
- Turismo e ristorazione (9,8%)
In particolare, si registra una forte specializzazione femminile nelle attività di servizi alla persona, nell’alloggio e ristorazione e nei servizi di supporto alle imprese, come noleggio e agenzie di viaggio.
Crescita nei settori della conoscenza
Un segnale importante arriva dall’analisi delle dinamiche settoriali.
Nel confronto con il 2024, infatti, le imprese femminili crescono nei comparti ad alto contenuto di conoscenza, tra cui attività finanziarie e assicurative (+5,4%) e attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,0%).
Di contro, si registrano flessioni nei settori più tradizionali, come commercio (-2,8%), agricoltura (-4,0%) e settore manifatturiero (-1,2%).
Questo cambiamento evidenzia una trasformazione qualitativa dell’imprenditoria femminile, sempre più orientata vaerso settori innovativi e ad alta competenza.
Più giovani e più straniere rispetto alla media
Un altro elemento distintivo riguarda la composizione demografica delle imprenditrici.
Le imprese femminili mostrano una maggiore incidenza sia della componente straniera sia di quella giovanile:
- 13,8% delle imprese femminili è guidato da imprenditrici straniere (contro il 13,1% delle non femminili)
- 10,2% delle titolari ha meno di 35 anni (contro l’8,3% delle imprese non femminili)
Tuttavia, il tasso di sopravvivenza delle imprese femminili resta leggermente più basso: a tre anni dalla fondazione rimane attivo il 68,4% delle aziende, rispetto al 71,5% delle imprese non femminili.
La distribuzione nelle province piemontesi
L’analisi territoriale mostra alcune differenze tra le province del Piemonte.
Le incidenze più alte di imprenditoria femminile si registrano in Alessandria (23,4%), Verbano-Cusio-Ossola (23,4%) e Novara (23,1%).
Valori leggermente inferiori si osservano invece in Torino (22,2%), Cuneo (22,1%) e Biella (21,6%).
Il futuro dell’imprenditoria femminile
Secondo Unioncamere Piemonte, il prossimo passo sarà passare da politiche di sostegno alla sopravvivenza delle imprese femminili a vere strategie di crescita e consolidamento.
Garantire accesso al credito, strumenti di sviluppo e supporto all’innovazione sarà fondamentale per aiutare le imprenditrici a superare le barriere dimensionali e rafforzare la loro presenza nei mercati globali.
Come sottolinea Cipolletta, valorizzare il talento imprenditoriale femminile non è soltanto una questione di equità, ma rappresenta una leva strategica per rendere il Piemonte più competitivo e innovativo.
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